Propongo qui di seguito la lettura del mio articolo pubblicato oggi su “La Verità” (a pagina 8):

UN PARLAMENTO ILLEGITTIMO CALPESTA LA DEMOCRAZIA

Viviamo una vera e propria assenza di democrazia sostanziale! Se da un lato viene garantito quel minimo di democrazia formale (a scadenza naturale della Legislatura non potranno vietarci di andare al voto), dall’altro è del tutto esautorato il principio di democrazia sostanziale, cioè quel senso profondo del significato di democrazia che lega inscindibilmente le scelte delle Istituzioni parlamentari alla sovrana volontà popolare. La democrazia rappresentativa ha senso, e funziona, solo se la composizione parlamentare rispecchia tendenzialmente la volontà del popolo. In caso contrario, non si può parlare più né di democrazia né tanto meno di rispetto della volontà popolare. Purtroppo in Italia, già da parecchi anni, viviamo nella situazione di totale esautoramento del principio di democrazia sostanziale, esautoramento non casuale ma voluto addirittura dalle Istituzioni stesse.

La sentenza della Corte costituzionale n. 1/2014 dichiarò l’incostituzionalità del porcellum (legge n. 270/2005), cioè della legge elettorale con la quale si è formata anche la Legislatura in corso, sia nella parte in cui non prevedeva la facoltà per l’elettore di esprimere le preferenze per i candidati, sia nella parte in cui assegnava alla lista o coalizione di liste vincente il premio di maggioranza senza prevedere una soglia minima di voti perché il premio trovasse applicazione.

Ne consegue che l’attuale compagine parlamentare è composta da deputati e senatori tutti nominati (non scelti direttamente dai cittadini ma precompilati dalle segreterie di partito prima del voto) e in gran parte “eletti” con un premio di maggioranza che – nei termini di cui sopra – la Consulta dichiarava incostituzionale. La Corte, pur precisando che le Camere sono organi indefettibili (cioè che non possono venir meno), nell’ambito di ciò che le stesse avrebbero potuto fare portava come esempio il regime della prorogatio, cioè quel particolare istituto che si applica a Camere sciolte. Ma cosa possono fare le Camere in regime di prorogatio? Ed è qui che viene in nostro aiuto uno dei più autorevoli Padri Costituenti, il calabrese Costantino Mortati, il quale durante i lavori preparatori dell’Assemblea Costituente evidenziava che in regime di prorogatio le Camere possono deliberare su questioni urgenti e non rinviabili (come ad esempio una calamità naturale o lo stato di guerra).

Fregandosene altamente sia della sentenza della Corte che dell’interpretazione di Mortati, questo Parlamento non solo andava avanti (tant’è che la Legislatura è ancora in corso e molto probabilmente arriverà a sua scadenza naturale), ma addirittura arrivava ad approvare un’ampia riforma costituzionale (successivamente bocciata dal popolo in sede referendaria), a smantellare le garanzie costituzionali a tutela del lavoratore (vedesi Jobs Act)  e ora si accinge a ratificare il CETA (quel Trattato capestro di libero scambio UE-Canada che smantella definitivamente la Costituzione e i diritti fondamentali in essa sanciti, come il diritto alla salute e i diritti connessi al lavoro ) e ad approvare lo Ius Soli, cioè quel grimaldello a disposizione del capitale internazionale che tenta di creare – prendendo in prestito le parole di Marx – un “esercito industriale di riserva” allo scopo di incentivare la cosiddetta “guerra tra poveri”, tentando quindi di far sopravvivere l’euro, una moneta senza Stato che – essendo un accordo di cambi fissi – impone agli Stati di scaricare il peso della competitività non più sulla moneta bensì sul lavoro (riducendo i salari e comprimendo le garanzie costituzionali, contrattuali e di legge in favore del lavoratore)! Ma v’è di più. La Corte di cassazione, son sentenza n. 8878/2014, dichiarava – in forza della sentenza di incostituzionalità del porcellum – l’avvenuta grave alterazione del principio di rappresentatività democratica, quindi, vista l’assoluta mancanza di corrispondenza tra volontà popolare e composizione parlamentare, il Parlamento dovrebbe a mio parere fermarsi ed evitare di legiferare su materie che non attengano a quelle strettamente rientranti nell’istituto della prorogatio secondo l’interpretazione del Mortati.

E’ ora di dire basta! Si restituisca quanto prima la parola al popolo italiano!

Avv. Giuseppe PALMA

“Un Parlamento illegittimo calpesta la democrazia” (articolo di Giuseppe PALMA su “La Verità” di oggi)