Di fronte allo spettacolo di tecnocrati di Bankitalia che si scontrano coi tecnocrati di Consob scaricandosi il barile della loro colpa di non aver vigilato e di aver coperto luridi banchieri e predare i risparmiatori loro clienti, i casi sono due: o sono disonesti, o sono incompetenti.

Di fronte allo spettacolo di tecnocrati di Bankitalia che si scontrano cui tecnocrati di Consob scaricandosi il barile della loro colpa di non aver vigilato e di aver coperto luridi banchieri e predare i risparmiatori loro clienti, i casi sono due: o sono disonesti, o sono incompetenti.

Ora, viene la domanda: com’è che questa tecnocrazia è così incompetente? Con quali concorsi, quali titoli ed esami, quali pubblicazioni su riviste di economia, hanno raggiunto queste poltrone strapagate, senza averne le capacità tecniche? Il dubbio è che non ci siano stati concorsi, esami e  pubblicazioni. Che questi siano stati cooptati, incompetenti da altri incompetenti; disonesti da altri disonesti; che il problema siano proprio quegli stipendi pubblici milionari, che attraggono gente che fa parte di cosche pubbliche che i posti se li spartisce, di cordate conniventi di cui nulla sappiamo – se non di danni che producono.

Infatti apprendiamo che “aleggia inquietudine” lassù ai “vertici istituzionali”, ossia Mattarella non vuole che si processino i tecnocrati incompetenti:la loro immunità e insindacabilità che viene insieme agli alti stipendi come fringe benefit. Nessuno li può giudicare, altrimenti si danneggia, “la credibilità complessiva del paese, e si rischia di “tirare in ballo in questo processo sommario, politico e mediatico, “l’uomo che ha salvato l’Italia” (Sic lo Huffington Post) – Mario Draghi, il Venerato Maestro, l’Intoccabile Divinità, la Riserva della Repubblica che ci hanno già preparato a governarci. Quello che – ricordiamolo da Goldman Sachs – ha suggerito alla Grecia i trucchi rovinosi per entrare nell’eurozona senza averne i requisiti – e poi, da banchiere centrale europeo, ha gestito la depredazione, oppressione e spoliazione della Grecia che paga colpe sue.

Draghi era governatore di Bankitalia quando autorizzò il Monte dei Paschi di Siena di comprare Antonveneta per 17 miliardi di euro, quando MPS aveva solo un capitale di 5; qui, dire che fu incompetente è adottare la tesi più benevola.

Il Quirinale preoccupato che Draghi possa essere tirato in ballo per l’operazione Mps-Antonveneta

http://www.huffingtonpost.it/2017/11/09/il-timore-che-londa-arrivi-a-francoforte-il-quirinale-preoccupato-che-draghi-possa-essere-tirato-in-ballo-per-loperazione-mps-antonveneta_a_23272298/)

Nessuno che sollevi il problema centrale: che noi come popolo italiano abbiamo rinunciato alla sovranità politica, per demandarla a questi tecnocrati tecnicamente incompetenti, malvagi, ingiudicabili, superiori alla legge e al diritto, difesi dai “vertici istituzionali”. La pericolosità di un simile regime – che si può solo definire dittatura – è ovvia. Ma non viene discussa pubblicamente – il che comprova, se fosse possibile, la sua natura totalitaria.

Per esempio, tutte le colpe vengono gettate su Matteo Renzi, che ha osato chiedere la non riconferma di Visco, il pagatissimo, incompetente (se non peggio) tecnocrate della Banca d’Italia.

La convocazione in commissione parlamentare dei due incapaci tecnocrati di Consob e Bankitalia, scrive il sito di cui sopra, “dopo la riconferma di Ignazio Visco alla guida di Bankitalia, il che sembra suonare quasi come una vendetta dell’ex premier, per la serie: se fosse stata recepita l’indicazione del Pd a sostituirlo, le cose sarebbero andate diversamente”- Ora, vi sia pure antipatico Renzi, ma ha avuto ragione su Visco. Il suo solo torto è di averlo detto; tutto il sistema, a cominciare dai suoi piddini, stava per non riconfermare Visco. L’ha riconfermato non perché lo ritenga competente, ma per contraddire Renzi – che fa quasi tenerezza per come ha torto anche quando ha ragione. Adesso abbiamo un incapace (ipotesi più benevola: l’altra è che sia un complice) per altri sei anni.

 

di Maurizio Blondet

Fonte:maurizioblondet.it