di Paolo Becchi su Libero, 26/09/2017

Dopo una lunga agonia, a Rimini si è celebrato al contempo il funerale del MoVimento di Gianroberto Casaleggio e la nascita del partito di Di Maio e di Davide Casaleggio. L’incoronazione è avvenuta sulla base di primarie farlocche non solo perché un hacker ha votato al posto di alcuni iscritti (la documentazione è difficilmente contestabile), ma anche e soprattutto perché in modo del tutto disonesto si è voluto fare passare come elezione del capo politico del Movimento solo chi eventualmente poteva essere eletto solo come candidato premier della forza politica, designato capo della forza politica solo perché così esigono le disposizioni sulla legge elettorale. La questione non è di lana caprina. L’elezione di Di Maio è impugnabile come quella di Cancelleri. Vedremo nei prossimi giorni se qualche iscritto si rivolgerà ancora una volta all’avvocato Borré, il malumore nella base è forte, tanto che si è persino costituito un comitato per la difesa dei valori del Movimento di cui è portavoce il veneziano Riccardo Di Martiis. La pagliacciata di Rimini, insomma, ha lasciato strascichi.

Intanto il nuovo partito in Sicilia, dove si gioca tutto, mentisce spudoratamente. Tra le motivazioni addotte dal M5S per confermare la candidatura di Cancelleri alla Presidenza della Regione Sicilia – ignorando il provvedimento cautelare del Tribunale di Palermo del 12 settembre 2017 che gli stessi grillini avevano, a caldo, lo stesso 12 settembre, dichiarato di voler rispettare – vi era quella della mancanza di tempo. «Oggi siamo fuori tempo massimo», avvertiva Cancelleri tutto concitato sul blog di Grillo il 19 settembre, per poi aggiungere: «La scadenza per presentare il simbolo è questo sabato 23 settembre e dobbiamo inoltre raccogliere 3.600 firme per la presentazione della lista. Per questo motivo il MoVimento 5 Stelle sarà presente alle regionali siciliane del 5 novembre con il sottoscritto, Giancarlo Cancelleri, candidato alla Presidenza della Regione e con la lista, a me collegata,votata dagli iscritti il 4 luglio 2017

Il messaggio è chiaro: ci piacerebbe davvero tanto tifare tutto daccapo e rispettare l’ordinanza del giudice, che ricordiamolo en passant è la legge sul caso singolo, ma purtroppo non c’è tempo. Una balla. Spiego perché. Il 24 settembre il M5S-Palermo comunica invece che le firme da raccogliere per il listino regionale sono 1.800, cioè la metà di quelle scritte sul blog di Grillo, e che saranno raccolte tra lunedì 25 settembre e martedì 26, cioè ben oltre la data evocata a bella posta nel comunicato di Cancelleri pubblicato sul blog di Grillo.

Ma c’è dell’altro. Per raccogliere le 1.800 firme i pentastellati siciliani si sono dati due giorni. Considerando che il decreto cautelare è del 12 settembre e che per rifare le primarie sarebbero occorsi 4 giorni, basta fare due calcoli per capire che rifacendo tutto daccapo i tempi sarebbero stati ampiamente rispettati e si sarebbero potute presentare le liste già il 18 settembre se si fosse partiti subito (12 settembre + 6 giorni). A stare larghissimi, diciamo pure 21 settembre. A voler prendere come riferimento la data del 18 settembre, quella dell’ordinanza di da, il tutto si sarebbe potuto realizzare entro il 25 settembre. La data di scadenza per la presentazione delle liste è il 5 ottobre, dunque il tempo a disposizione per fare regionarie in regola e rispettare i principi della democrazia diretta c’era eccome, e ci sarebbe anche nel momento in cui scrivo. Ciò che veramente è mancata è stata la volontà di rispettare gli elettori e gli attivisti. E pazienza se quella Costituzione per cui ci si arrampicava sui tetti del Parlamento, afferma che la giustizia è amministrata in nome del popolo italiano. Occorre adeguarsi ai cambiamenti che le ambite responsabilità di governo impongono: l’onestà non è più di moda.

Dal Blog di Paolo Becchi