Emmanuel Macron ha tenuto un discorso di vittoria piuttosto solenne nella notte di Domenica e ci sono diversi motivi per cui dovrebbe tenere a freno l’entusiasmo, secondo The Local

1. Non rappresenta la maggioranza dei francesi

Nel secondo turno, il 56 per cento dei francesi o si è astenuto o ha espresso un voto in bianco o havotato Le Pen. Macron può aver ottenuto la maggioranza dei voti, ma questo non equivale alla maggior parte dei francesi. Anche al prim turno, quando i francesi “votato con i loro cuori” e scelto il candidato che volevano veramente, Macron non ha ottenuto un risultao spettacolare.

Il 23 aprile circa 8,6 milioni di persone hanno votato per Macron, su  47 milioni, quindi in realtà, si potrebbe sostenere che solo un sesto degli elettori francesi ha Macron come prima scelta. Ma anche nel primo turno ha beneficiato di voto tattico.

 2. Molti di quelli che hanno votato per lui in realtà non lo sostengono

Di quelli che hanno votato per lui, molti l’hanno fatto semplicemente perché non era Marine Le Pen. Il 33 per cento degli intervistati in un sondaggio Ipsos ha detto di aver votato Macron perché conquistati dal rinnovamento politico che vedevano in lui. Sedici per cento ha messo le politiche in cima alla lista, mentre l’8 per cento ha detto che la sua personalità è stata la ragione principale cheli ha spinti a votare per lui.

Tuttavia la fetta più grande , il 43 per cento, ha detto di aver votato contro la Le Pen

 3. Anche la Le Pen è “en marche”

L’estrema destra ha ottenuto un numero record di voti al primo turno (7,6 milioni) e poi ha fatto di nuovo bene al secondo turno, superando la soglia dei 10 milioni di voti (10,6 milioni per la precisione). Marine Le Pen ha accennato ad un cambiamento per il Front National. Per essere onesti, Macron ha riconosciuto questo fatto nel suo discorso di vittoria e ha promesso di fare di tutto per impedire alla gente di votare per partiti radicali. Più facile a dirsi che a farsi in una Francia divisa che soffre di un alto tasso di disoccupazione.

 4. En Marche! avrà difficoltà a ottenere la maggioranza

Macron dovrà affrontare una serie di difficoltà per ottenere la maggioranza dei seggi alle elezioni parlamentari con un   partito appena creato. Senza maggioranza, avrà difficoltà a far passare le leggi che vuole. I repubblicani si stanno attrezzando per cercare di ottenere una maggioranza in parlamento, nel qual caso Macron si ridurrebbe a poco più di un prestanome del governo francese.

Anche se En Marche! finirà per essere il principale partito, trovare un altro gruppo con cui allearsi e far passare le riforme sarà un compito difficile. L’eventuale Primo Ministro di Macron MP dovrà affrontare quattro chiari blocchi di opposizione da parte di Jean-Luc Mélenchon, di quello che resterà del Partito Socialista entro giugno, dei repubblicani e del Fronte Nazionale di Marine Le Pen.

Questo è senza precedenti nella politica francese. E per di più, En Marche è sotto-finanziato e a differenza dei partiti di lunga data,

5. Alcune parti del Paese hanno respinto Macron

Le roccaforti della Le Pen nel nord hanno tenuto,  57,42 per cento dei voti a Calais e il 61 per cento a Hénin-Beaumont. Nel dipartimento Aisne, Le Pen è in testa in 619 su 804 comuni. Le Pen è andata bene anche sulla costa mediterranea della Francia nel sud-est, sempre vicino al 50 per cento in molti dipartimenti, come il Var, dove ha acquisito il 49 per cento.

6. Potrebbe essere destinato a seguire le orme di Francois Hollande

Macron ha un macigno sulle spalle: sa che se non riesce a ottenere risultati su questioni come la disoccupazione durante i suoi cinque anni può andare incontro allo stesso destino di Hollande

Se non riuscirà a invertire la rotta in materia di disoccupazione finirà per avere più in comune con il suo predecessore di quello che avrebbe voluto.

7. I sindacati sono già sul piede di guerra 

I sindacati dei lavoratori in Francia porteranno avanti una enorme opposizione contro di lui. Già ci sono state proteste, con una manifestazione contro l’elezione tenutasi presso la Republique a Parigi il Lunedi organizzata dal Fronte Sociale, un collettivo di organizzazioni sindacali e associazioni dei lavoratori.

La CGT Michael wamen ha detto: “Non è un presidente eletto, è come un presidente-amministratore delegato.”

Se Macron vuole riformare le leggi del lavoro – e ha detto che lo farà per decreto –  può aspettarsi più manifestazioni nei mesi e anni a venire.

 8. La sua lista di cose da fare

Un presidente eletto ha mai avuto così tante cose da fare sin dal primo giorno? Macron deve cercare di riconciliare il paese, ridurre la disoccupazione, ripristinare la fiducia nell’Europa, anche riformare l’Unione europea, rilanciare l’economia, far fronte alla minaccia terroristica e trovare un modo per riconcliliare la Francia con l’Islam e l’immigrazione, contribuire a forgiare una nuova identità per il paese

In altre parole, ripristinare la grandeur della Francia!

via L’Antidiplomatico