Il PD (senza eccezioni) dice si al “governo del presidente”. Io, invece, dico no. Ad alta voce e senza se né ma. E aggiungo: impediamo a Mattarella di fare il colpo di Stato che riuscì al suo predecessore Giorgio Napolitano, quando impose il governo tecnico di Monti, che caratterizzò la stagione di misure antipopolari e subalterne a USA/UE/NATO, proseguite da Letta, Renzi e Gentiloni (compreso il tentativo di attacco alla Costituzione uscita dalla Resistenza, sconfitto dal voto popolare). No alle tecnocrati come la Reichlin e neppure agli amici di Bonino e Calenda.

Tutti coloro che nella “sinistra” sono in buona fede comprendano qual è il “nemico principale” in questa difficile fase politica e non si facciano distrarre da falsi obiettivi, su cui concentrare le polemiche più sterili e controproducenti.

Anche se dalla “sinistra sinistrata” del nostro paese sembra sempre che ci sia poco da attendersi di ragionevole.

Mauro Gemma, direttore di Marx21