Mentre siamo presi dalle nostre lente procedure per arrivare ad un improbabile tentativo di governo, il mondo intorno a noi si avventura in operazioni ambigue e pericolose, di cui non è facile avvedersi se non a cose fatte. Eppure gli effetti a medio termine rischiano di toccarci da vicino.

Lo spregiudicato Qatar, che continua la sua politica estera indipendente, sfuggendo al cappio del controllo saudita, segna una vittoria importante: entrerà nel Consiglio d’Europa. 
Conforta sapere che la credibilità dell’emirato ci è stata garantita dalla sua emittente televisiva Al Jazeera. Quale voce potrebbe essere più imparziale?

La lettura delle manovre qatarine nel tempo per sostenere Isis e Fratelli musulmani passa in secondo piano. La discutibile ritorsione inflitta al Qatar dai paesi confinanti con l’accusa di sostenere il terrorismo non ci fa sorgere alcun sospetto, nessun dubbio che forse non si tratti del miglior partner con cui discutere della nostra sicurezza. Mentre chi il terrorismo lo ha combattuto è a più riprese sanzionato dall’UE, chi lo finanzia è sempre più amico. Misteri delle grandi democrazie europee.

Finora i paesi osservatori del Consiglio d’Europa erano: Usa, Canada, Santa Sede, Israele e Giappone. Ora anche il Qatar è nella rosa degli amici storici. Quali stretti legami uniscano l’Europa all’intraprendente emirato non è facile da comprendere, ma ci sono senz’altro.
L’articolo prova a rispondere tratteggiando un quadro dettagliato e veritiero.

(Elena Fruganti da ‘In Movimento’ pagina FB – )

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