Dopo un lungo stallo, siamo probabilmente alla svolta sulla formazione del nuovo Governo, Lega e M5S sono ad un passo dall’accordo.

In questi due mesi il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, superando abbondantemente i limiti del suo ruolo Istituzionale, ha più volte specificato quello che dovrà essere il programma del futuro governo: rispettare alla lettera le decisioni che, di volta in volta, arriveranno da Bruxelles.

Quando sembrava che l’accordo politico tra i partiti fosse ormai irraggiungibile infatti, Mattarella si era addirittura detto pronto a commissariarci per proseguire le riforme previste nell’agenda europea. L’accordo Lega – M5S dunque sconfessa Mattarella e ci pone ad un passo dal riscatto della nostra sovranità? Se qualcuno lo pensa davvero il suo risveglio sarà traumatico.

Lega e Cinque Stelle nascono, ab origine, come partiti di costante opposizione verbale al mainstream. Tuttavia oltre le parole non sono mai andate, anzi nel corso degli anni entrambe le forze politiche hanno votato a favore di provvedimenti che andavano direttamente contro il riscatto della nostra sovranità, allorquando ve ne era il bisogno per problemi di maggioranze parlamentari. Per la Lega posso ad esempio ricordare la riforma dei delitti contro la personalità dello Stato che ha depenalizzato, nei fatti, le cessioni di sovranità commesse senza violenza oppure il “porcellum”, la legge elettorale che, grazie all’abolizione del voto di preferenza, ha consentito di subordinare definitivamente il Parlamento (ovvero il potere legislativo) al potere esecutivo (ovvero al Governo).

Senza un Parlamento composto da nominati il periodo dell’austerità non si sarebbe mai potuto aprire, seun Parlamentare deve la sua presenza nelle Istituzioni al voto di preferenza, ben difficilmente è pronto a misure di macelleria sociale come quelle viste in questi anni. La lega poi è e resta un partito profondamente anti Stato e profondamente liberista, dallo storico “Roma ladrona” nulla è cambiato.

Analogamente il cinque stelle nasce come un partito altrettanto spiccatamente anti Stato, riprendendo il medesimo spirito dello storico “Roma ladrona”. Casta, cricca e corruzione infatti non sono altro che un fine strumento per far passare l’idea che tali termini siano sempre e solo il sinonimo di “Stato” e che dunque il problema sia risolvibile solo con “meno Stato”. Analogamente alla Lega,anche il Cinque Stelle è corso in soccorso alla maggioranza quando un voto diventava davvero importante per gli equilibri europei. Su tutti rammento l’elezione di due Giudici favorevoli al pareggio in bilancio alla Corte Costituzionale, parlo ovviamente di Barbera e Prosperetti. Criticai pesantemente già allora tale scelta. Trattasi infatti di uno degli atti politici più importanti della scorsa legislatura perché ha consentito il formarsi in Corte Costituzionale di una maggioranza pro UE.

Nonostante ciò entrambi i partiti hanno cavalcato per anni l’euroscetticismo, ma man mano che si sono avvicinati al momento di governare hanno cambiato rotta. Il movimento lo ha fatto dopo le elezioni europee del 2014, mentre il cambio della Lega è stato più recente e coincide, pressapoco,con la tornata amministrativa dello scorso anno, quando vi fu il completo riavvicinamento a Forza Italia, negato categoricamente da Salvini fino a cinque minuti prima: “mai più con chi siede in Europa a fianco della Merkel” tuonava ancora a gennaio 2017.

La Lega ha così abbandonato il “Basta Euro” di Claudio Borghi, sostituendo il proprio programma di uscita unilaterale dall’euro, con la mera richiesta di revisione dei trattati. Come fa il Cinque Stelle, anche nella Lega, a parole si continua a dire tutto ed il contrario di tutto, ma le sole dichiarazioni che rilevano sono quelle di Salvini e non certo quelle di Borghi o Bagnai, che sono servite solo a circuire l’elettorato sovranista.

Salvini è stato chiarissimo, l’uscita dall’euro non è più sul piatto perché anche se è stato sbagliato entrarvi, uscirne rischierebbe, parole sue, di lasciarci “cornuti e mazziati”. L’obiettivo è rinegoziare i trattati. Ecco il punto centrale.

Al di là dei temi di cui parla la stampa anche oggi, ovvero un accordo su legge Fornero (solo da modificare e non più da cancellare perché “non ci sono i soldi”, peraltro), reddito di cittadinanza e la iper liberista flat tax, il vero punto in comune del programma delle due forze politiche è appunto quello di modificare i trattati. I sovranisti più disattenti, tra cui anche qualche amico che ultimamente ha perso di vista in modo grossolano la realtà, colgono nella revisione dei trattati una chance per il riscatto della sovranità, ma è vero invece l’esatto contrario. Infatti solo per la cessione completa della stessa è appunto necessario rivedere i trattatiAl contrario, per riscattare la sovranità, i trattati andrebbero unilateralmente abbandonati.

Mai come oggi la posizione di revisione dei trattati è purtroppo condivisa politicamente sul piano interno (anche il PD infatti vuole rivedere i trattati) e sul piano esterno, con Francia e Germania in prima linea. In particolare, sia la larga coalizione tedesca che Macron, si sono detti favorevoli ad una “road map” per la creazione degli Stati Uniti d’Europa. Il quadro macroeconimico europeo e nazionale, come scontato, volge ad un progressivo peggioramento, è in vista una nuova tempesta finanziaria ed ancora una volta, come sempre profetizzato (e desiderato) da Mario Monti, il costo di non fare le riforme diverrà superiore a quello di farle.

Nei prossimi mesi, mentre monterà la nuova crisi finanziaria, sarà messa sul piatto da Bruxelles la nascita degli Stati Uniti d’Europa assieme alla quale si discuterà di una riforma della BCE che troverà il pieno consenso di Lega, M5S, ma anche di PD e Forza Italia, garantendo così anche le maggioranze necessarie ad una completa riforma Costituzionale senza passare dal vaglio popolare.

La Banca Centrale Europea sarà trasformata in una prestatrice illimitata di ultima istanza, con il compito di finanziare gli investimenti in Europa. Grande sarà il plauso verso ciò che tutti narreranno essere la panacea di tutti i mali, ovviamente parlo di tutti coloro che, come Lega ed M5S, non hanno mai specificato che a monte di euro ed UE, meri strumenti di costrizione giuridica, vi è un’ideologia ben precisa, ovvero il liberismo economico.

Quello che sfuggirà ai più è che la nuova banca centrale prestatrice illimitata conserverà una pregressa caratteristica: la sua indipendenza. Ovvero la Banca potrà sostenere la spesa ma solo ed esclusivamente a sua discrezione, senza alcun controllo democratico delle sue prerogative.

Ma d’altronde anche il Movimento e la Lega saranno d’accordo su questo, hanno sempre fatto propria la folle idea che se si lascia la moneta in mano alla politica, i soldi vengono “sprecati” e la spesa diventa inefficiente. Entrambi pensano che sia il settore privato a fare economia. Ovviamente creare gli USE ed annesso relativo esercito, con un assetto giuridico tale che consenta all’economia di rimanere fuori da ogni controllo democratico, significa semplicemente consolidare la cessione/dispersione della nostra sovranità in favore dei grandi gruppi del potere economico che si sono manifestati pubblicamente negli ultimi anni.

D’altronde, rifletteteci un attimo: Sergio Mattarella, il convinto europeista, che nel 2016 invitò i membri della Commissione Trilaterale al Quirinale, per elogiarne nei fatti la sua funzione di governo ombra sganciato da ogni ufficialità, darebbe mai il mandato di governo a forze che volessero riconsegnare la sovranità al popolo italiano? Certamente no.

L’esercito europeo in particolare segnerà ovviamente la fine di ogni speranza di pacifico riscatto della sovranità. Quando il popolo ed il territorio italiano saranno definitivamente occupati militarmente da forze armate straniere che risponderanno unicamente ai soliti poteri economici avremmo completato il percorso di oltre quarant’anni che ci ha portato da essere la più avanzata democrazia mondiale ad una colonia.

Quando anche gli altri sovranisti, quelli che si sono appiattiti dietro Lega e Cinque Stelle, lo comprenderanno purtroppo sarà tardi per soluzioni pacifiche. Come sempre il ritorno alla democrazia, se mai accadrà, passerà solo dal versamento del sangue di tanti innocenti.

Mai come oggi vorrei sbagliare l’analisi, ma purtroppo se andate a rileggere cosa scrivevo, anche in passato, scoprirete che di previsioni ne ho sempre sbagliate molto poche…

Avv. Marco Mori – CasaPound Italia, autore de “Il tramonto della democrazia, analisi giuridica della genesi di una dittatura europea” disponibile on line su ibs