di Paolo Becchi su Libero, 11/05/2018

Seppur ai tempi supplementari, M5S e Lega hanno trovato l’accordo per la formazione di un governo politico che determina una svolta essenziale: si tratta della prima vera vittoria delle forze sovraniste. Anzitutto, verso l’Europa: in una Unione che, dopotutto, era riuscita ad assicurare i suoi equilibri anche in presenza di forze anti-europeiste e euroscettiche arriva ora un’Italia «sovranista», guidata da un’alleanza tra le due principali forze «nazional-popolari». Altrove, avevamo avuto sconfitte: nonostante il buon risultato elettorale della Le Pen, la Francia di Macron ha prevalso, così come in Germania, nonostante l’exploit nazionalista, il sistema si è ricompattato sui due partiti tradizionali.

Ecco, la novità italiana: il «sistema» non è riuscito a ricompattarsi, ad assorbire e neutralizzare le opposizioni che lo attraversavano. Certo, ci hanno provato tutti e in tutti i modi: Berlusconi pensando ad un governo di centrodestra che avrebbe trovato in parlamento l’appoggio dei cosiddetti «responsabili», il Pd sperando in fondo nel governo del Presidente, Mattarella con la sua discutibile ipotesi di un «governo neutrale». Ma alla fine Lega e M5S hanno vinto: governeranno loro, insieme, dopo il passo di lato di Berlusconi. Come era sin dall’inizio nella «natura del cose», avrebbe detto un vecchio giusnaturalista.

Ma la svolta non è data soltanto dal recupero di una sovranità verso l’esterno, verso l’Europa. È una svolta anche all’interno del Paese, che riunifica – forse davvero per la prima volta dopo molti anni – il Nord con il Sud. Perché? Ma è evidente. Il Nord dove ha trionfato la Lega, si allea con il Sud dove ha vinto il Movimento Cinque stelle. E vinta questa quarta guerra di indipendenza, ora si faranno finalmente gli italiani? L’interrogativo è d’obbligo, poiché non possiamo sapere come andranno a finire le
cose. Certo è, però, che l’Italia si rivela essere il nuovo laboratorio politico del «sovranismo», il primo Paese europeo dove il «sovranismo» ha avuto un successo elettorale e si è imposto contro il vecchio sistema, che stavolta sembra davvero sul punto di crollare definitivamente.

Ma il cammino è solo agli inizi. Ora bisogna costruire una squadra adeguata, con un programma serio basato sulla difesa dell’interesse nazionale.

Dal Blog di Paolo Becchi