Emmanuel Macron può essere considerato il primo grande sconfitto delle elezioni appena svoltesi in Germania. Perché se di sconfitta non si può parlare per Angela Merkel, eletta per la quarta volta Cancelliera, la probabile instabilità politica conseguente a queste elezioni potrebbe rovinare i piani di Emmanuel Macron.

Un Bundestag più frammentato che mai

Le elezioni in Germania hanno infatti consegnato un Bundestag così frammentato come non lo si vedeva da prima della Seconda Guerra Mondiale. Le prime trattative impostate da Angela Merkel per giungere ad alleanze credibili e fattibili non sembrano andare nella giusta direzione. “Se cerca alleati di governo deve telefonare a qualcun altro”, ha chiusocosì qualsiasi dialogo Martin Schulz, leader dei socialdemocratici. Un qualcun altro che potrebbe creare non pochi problemi al programma di Governo pensato da Angela Merkel.

Si tratta dei Verdi e dei Liberali, rispettivamente entrati nel Bundestag con il 9.5% e il 10.5% delle preferenze. In particolare è il secondo di questi, il partito Liberale, a creare perplessità circa la visione dell’Europa del futuro. Il Partito Liberale ha infatti, rispetto al CDU,  una posizione più permissiva nei confronti di quei Paesi che, come la Gran Bretagna, vogliono uscire dal progetto dell’Unione. Insomma una visione molto distante rispetto al dogma dell’euroestremismo portati avanti da Angela Merkel, ma soprattutto dal suo principale alleato Emmanuel Macron.

I sogni di Macron per l’Europa del futuro

Quest’ultimo si è pronunciato nella giornata di martedì all’Università della Sorbona, proprio circa il futuro dell’Europa. Riportava Bloomberg che l’enfant prodige ha elencato almeno dieci “buoni propositi” per l’Unione europea. Tra questi ha incluso la creazione di un’Agenzia per l’Innovazione, un sistema comune per aumentare i finanziamenti alle start-up, allargare il progetto Erasmus, incrementare la cooperazione in materia di anti-terrorismo e un “piano digitale” per traghettare le istituzioni europee nella nuova era tecnologica.

Macron intende già discutere i punti il prossimo week end a Tallin, in occasione del summit che si terrà tra i leader dei Paesi dell’Unione. Il sogno nel cassetto del Presidente francese è quello di stilare un’agenda Ue che cominci nell’estate 2018 e termini nel 2028. Dieci anni per trasformare l’Europa nel segno di Macron. C’è un grosso punto interrogativo rispetto a questa ambizione.

Senza Angela Merkel crolla il progetto europeo di Macron

È stato lo stesso enfant prodige ad ammettere che tutto questo potrà essere possibile solo con l’appoggio di Angela Merkel. La Cancelliera si trova però ora ingabbiata in un Parlamento più euroscettico che mai. È stata la Cancelliera stessa infatti a stroncare i sogni europeisti di Macron: “Insieme possiamo creare più Europa, ma questo richiede più competitività, più lavoro, più scossoni per l’Unione europea. Oggi non è il giorno per dire cosa funzionerà o meno”.

Così Angela Merkel ha chiuso, temporaneamente, le porte all’ambizioso collega dell’Eliseo. Un duro colpo per le velleità di un futuro asse franco-tedesco a traino di una nuova Unione europea. Sulla stessa agenzia Reuters è uscita un editoriale dal titolo “Il voto tedesco può far crollare l’intesa Macron-Merkel per l’Europa”. Anzi, il deludente risultato di Angela Merkel alle elezioni tedesche, può delegittimare la stessa riforma del lavoro che Macron sta portando in patria. La riforma francese si inserisce infatti sulla scia di quella che fu la riforma del lavoro applicata in Germania, chiamata Agenda 2010. La stessa venne varata dal Cancelliere Schroder, ma fu applicata e “migliorata” sotto la cancelleria di Angela Merkel. La stagnazione salariale tedesca con la relativa flessibilizzazione del lavoro potrà essere usato come modello per contrastare la riforma di Macron.

Emmanuel Macron non va d’accordo con le piazze

Un recente sondaggio condotto dalla Bertelsmann Foundation dimostra come sia già in atto nella popolazione francese un moto di disillusione nei confronti di Macron e del suo progetto. Solo il 41% dei francesi crede che l’Europa abbia bisogno di più integrazione, dieci punti percentuali sotto la media europea. Mentre solo il 31% dei francesi vuole la creazione di un ulteriore fondo salva Stati in grado di tenere assieme l’Unione (il progetto caldeggiato proprio da Macron). L’enfant prodige ha recentemente dichiarato alla CNN che la “democrazia non è la piazza”. Le elezioni tedesche e i sondaggi stanno però dimostrando a Macron che senza il consenso della piazza non si può andare da nessuna parte.

L’articolo L’instabilità politica in Germania
adesso rovina i piani di Macron
 proviene da Gli occhi della guerra.