La vocazione golpista del PD renziano: occorre scegliere da che parte stare

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di Francesco Erspamer*

Il governo piddino, al potere grazie al premio di maggioranza ottenuto con una legge elettorale incostituzionale, si appresta a usare l’antidemocratico espediente della fiducia (votare no significa far cadere il governo e dunque chiedere a questa maggioranza illegittima di suicidarsi) per far approvare una nuova legge elettorale. È un inaudito atto di prevaricazione, a conferma della vocazione golpista del Pd renziano e del suo disprezzo per la volontà del popolo italiano, chiaramente espressa dal no di dicembre. La legge è stata studiata per impedire alla vera opposizione non solo di andare al potere ma anche di fare opposizione, imponendo il finto bipolarismo liberista Pd-FI e garantendo così a una casta corrotta, totalmente inetta e ampiamente squalificata altri anni di lucrosi affari (ancora c’è parecchio da privatizzare), fino al punto di non ritorno oltre il quale nessun nuovo governo avrebbe la possibilità di risanare la situazione.

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Il colpo di stato può essere fermato in soli due modi, entrambi necessari: scendendo in piazza per difendere la democrazia e sostenendo apertamente, per convinzione o tatticamente, il M5S in quanto unico movimento di massa che in questa contingenza possa mettere in difficoltà l’egemonia della grande alleanza Renzi-Berlusconi. È un momento decisivo per il futuro del nostro paese e occorre scegliere da che parte stare. Consapevoli che, come sempre in questi casi, chi si defila, si astiene o se ne lava le mani, magari fingendo un distaccato cinismo o appellandosi a supremi ideali, sta concretamente appoggiando il più forte e sarà corresponsabile del regime che instaurerà.

*Professore all’Harvard University. Post Facebook del 11 ottobre 2017

via L’Antidiplomatico

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