L’Italia deve farsi restituire gli “aiuti di Stato” concessi alla Chiesa cattolica fra il 2006 e il 2011 grazie all’esenzione dall’imposta comunale sugli immobili: ad affermarlo è l’avvocato generale dell’Ue Melchior Wathelet, nelle conclusioni presentate alla Corte di giustizia di Lussemburgo.

L’avvocato generale sostiene che tali somme vadano recuperate anche per gli immobili di proprietà utilizzati per attività economiche. Inoltre il provvedimento non riguarda solo la Chiesa cattolica ma anche diversi altri enti non commerciali.

Nel dicembre nel 2012 la Commissione aveva bollato quelle esenzioni degli enti ecclesiastici dal pagamento delle imposte come non compatibili con la normativa in materia di aiuti di Stato. Contestualmente, la corte di Lussemburgo ha chiesto a Roma di attivarsi per recuperare quelle somme, vista l’impossibilità di determinare come e quanto gli immobili ecclesiastici fossero stati utilizzati per attività economiche, a causa della scarsità di dati fiscali e catastali a disposizione.

Ora, proprio il mancato adeguamento di quelle banche dati, secondo Wathelet, non costituisce un’eccezione valida per derogare dal dovere di recuperare i mancati incassi derivanti da quegli aiuti di Stato giudicati illegali. L’avvocato generale chiede pertanto ai giudici di Lussemburgo di annullare una sentenza del tribunale e una decisione della Commissione con cui il mancato recupero dell’Ici viene giudicato ammissibili. Ora la parola passa ai magistrati della Corte.

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