Lo sviluppo di tecnologie sempre più sofisticate ha determinato una una quarta rivoluzione industriale che ha inciso molto sul modo di lavorare e di rapportarsi al mercato. Ecco le nuove figure professionali e perché le macchine non potranno sostituirci.

I robot hanno letteralmente rivoluzionato il mondo del lavoro, mettendo a repentaglio la classe operaia che, fino a qualche decennio fa, sembrava essere a dir poco insostituibile. Non tutto il male viene per nuocere, però. Proprio i robot, infatti, hanno creato moltissime opportunità per i lavoratori. La capacità di analisi e la creatività non sono caratteristiche connaturate nelle macchine e, dunque, è quanto mai necessario l’intervento dell’uomo. In buona sostanza, le opportunità di lavoro non mancano. Basti pensare al fatto che, sfogliando fra gli annunci di lavoro, si possono trovare richieste per social media specialist,cyber security specialistweb marketing and communication strategist e molte altre figure considerate “nuove” rispetto al passato ma che ben rispecchiano le esigenze del mercato del lavoro odierno.

Le competenze necessarie per trovare lavoro

Come è facile immaginare, per riuscire ad andare incontro alle richieste del mercato è necessario essere in possesso di competenze specifiche. Di sicuro, sono molto ricercate persone in grado di gestire alla perfezione la comunicazione sui vari social media. In alternativa, ad essere richieste sono figure capaci di analizzare i dati e di occuparsi della logistica di un’azienda. Senza alcun dubbio, la comunicazione riveste un ruolo a dir poco cruciale nell’attuale mondo del lavoro.

Professioni nate dai digital media

La vera rivoluzione è stata avviata dai social media che hanno reso necessari esperti in grado di gestire tali strumenti nel modo giusto. A chi non è mai capitato di imbattersi in un annuncio di lavoro per social media manager? Proprio questo è un chiaro esempio fondamentale per comprendere anche le macchine hanno dei limiti sostanziali a cui può porre rimedio sono l’uomo. Pubblicare contenuti validi richiede competenze e, soprattutto, un’analisi critica che una macchina non è assolutamente in grado di fare. In termini molto più pratici, le macchine, almeno nel breve periodo, non sembrano essere affatto in grado di soppiantare definitivamente l’uomo.

I nuovi talenti: percorsi di formazione

Le aziende sono alla costante ricerca di nuovi talenti, in grado di unire le proprie capacità alle macchine al fine di generare prodotti e/o offrire servizi sempre più performanti. Non è del tutto sbagliato, dunque, parlare di una quarta rivoluzione industriale che ha inciso molto sul modo di lavorare e di rapportarsi al mercato. Ad essere fondamentale è la formazione che deve essere sempre più specifica e deve consentire a tutti di potersi specializzare in modo tale da andare incontro alle esigenze delle aziende. Al momento, esistono vari percorsi formativi, sia universitari che professionali, in grado di preparare i futuri lavoratori. C’è da scommettere, però, che in poco tempo tali percorsi verranno potenziati e, soprattutto, perfezionati. Le professionalità cosiddette spendibili sono numerose ma, ovviamente, non possono essere improvvisate.

via Breaknotizie