Mi sembra che si stia realizzando un’altra delle supposizioni da me fatte da tanto tempo. Quel tipo che risponde al nome di Saviano – non facendo altro che esplicitare quanto tanti altri “sinistri” progettano – ha invitato poco tempo fa alla “resistenza” utilizzando immigrati e rom. Ho già detto in un video chi sono gli antifascisti attuali, cui non dovrebbe essere consentito di nominare la Resistenza, che fu combattuta da comunisti, non certo da “partigiani” in massima parte dell’ultima ora (assai spesso fascisti fino a quel momento) e che inneggiavano all’occupazione Usa definendola “liberazione”.

Gli “antifascisti” odierni sono gli eredi di quei voltagabbana. D’altra parte, non si può non constatare che chi si oppone (malamente) al cancro “di sinistra” è, salvo qualche eccezione, un anticomunista senza sapere nemmeno di che cosa stia parlando. I berluscones hanno addirittura definito “nuovi comunisti” i “5 stelle” per il decreto cosiddetto “dignità”; ignoranti o in perfetta malafede? In ogni caso, bisogna ammettere che attualmente una parte degli “anti-antifascisti” ha udienza presso ceti popolari mentre i “sinistri” si situano in grande maggioranza nei “quartieri alti”.

I “padri” di questi “sinistri” odierni hanno appoggiato i peggiori settori imprenditoriali (privati) italiani, subordinati agli Usa (e a paesi stranieri), coadiuvando il duro attacco di questi ultimi all’industria strategica italiana fin dall’“incidente” con cui fu fatto fuori Mattei (1962); e dalla fine degli anni ’60-inizio‘70 questi fottuti ebbero il supporto di un Pci in spostamento verso l’atlantismo e la Nato. Dopo la fine della prima Repubblica – ottenuta per via giudiziaria perché politicamente non ci si riusciva – la subordinazione dei nostri “cotonieri” è andata accentuandosi e così pure il servilismo dei “sinistri” (postpiciisti) verso l’establishment americano; “sinistri” che si sono strettamente legati ai settori “europeisti” (pur essi “zerbino” della dirigenza statunitense), raggiunti dopo il 2011 anche dalla cosiddetta “destra moderata” di tipo berlusconiano.

Non dimentichiamo come siano stati i postpiciisti, assieme agli ex sinistri diccì (poi insieme nel Pd), a indebolire progressivamente la nostra industria (pubblica) dei settori avanzati; come esempio, ma è solo un esempio, ricordiamo il ’99 quando fu svenduta la Telecom ai “capitani coraggiosi” bresciani, con la complicità dell’allora direttore generale del Tesoro, oggi alla BCE. E magari, per essere un po’ maliziosi, riandiamo pure al ’78, quando le stesse forze politiche – salvate all’inizio degli anni ‘90 da “mani pulite” con l’intento, non ben riuscito, di creare un nuovo regime assai più servile verso gli Usa, ormai unica potenza mondiale dopo il crollo dell’Urss – furono quelle che più si opposero al salvataggio di Moro (ci si chieda qualche volta il perché; e cosa contenevano probabilmente i documenti del dirigente democristiano assassinato non più trovati).

L’infezione, che ormai dilaga sempre più apertamente, ha un’origine abbastanza lontana, come ben si capisce. Risale ad uno spostamento di campo (dall’Urss agli Usa), graduale e tenuto ben coperto, attendendo che infine fosse completamente indebolita e resa innocua la partecipazione della “base operaia” (e popolare in ogni caso) alla politica del Pci, ormai diretta da opportunisti (che facevano sfoggio imponente di dirittura morale e davano lezioni a tutti in questo campo), autentici venduti e che hanno così pure svenduto totalmente gli interessi di questo nostro paese. Il tutto con il pieno appoggio di quelli che chiamo “cotonieri”, i sedicenti “grandi imprenditori” totalmente interessati alla piena subordinazione agli Stati Uniti; appunto come i cotonieri del sud degli Usa lo erano (per interessi propri, sia chiaro) nei confronti dell’Inghilterra.

Con una guerra terribile (1.200.000 morti) furono schiacciati e da lì prese avvio la futura supremazia mondiale di quel paese. Noi non potevamo aspirare a tanto, ma se si fossero schiacciati i nostri “cotonieri” (senza bisogno di un così alto numero di morti; solo qualche “punizione” esemplare e soprattutto l’eliminazione dei traditori piciisti, loro supporto fondamentale), oggi non ci troveremmo in questa UE, che ci porterà allo sfacelo se si continua a dormire. Ma sia chiaro che non è con il “piccolo è bello”, con il made in Italy(culinario o della moda), con il turismo, che si può risorgere. Svegliamoci un po’, se ce la si fa.

(di Gianfranco La Grassa)

via Oltre la Linea