Come in certi film horror, verrebbe da dire: “sembrava tutto finito, invece il peggio deve ancora arrivare… Si salvi chi può!”.
Matteo Renzi, in modo quasi chirurgico, sta finendo di distruggere il Pd.
In queste ore, a quanto pare, il Pd sta procedendo spedito alla conta per stabilire chi vuole tentare un accordo con il Movimento 5 Stelle e chi sarebbe contrario anche a prendere in considerazione questo tentativo.
Non è questo il punto.
Il punto è un altro.
Alla guida del Pd c’è tuttora un segretario che ha collezionato più sconfitte di chiunque prima d’ora portando il grande partito della sinistra a traguardi negativi mai raggiunti prima d’ora.
Il Pd, e prima di esso il Pds, i Ds, il Pci non sono mai, sottolineo MAI, scesi sotto il 20% dei consensi elettorali.
Questo segretario, come qualunque segretario di qualunque partito dopo un disastro di queste proporzioni, SE NE DEVE ANDARE.
E deve farlo adesso.
Provate ad immaginare se un conflitto interno così dissennato fosse scoppiato all’indomani dell’attentato a Togliatti, della sconfitta della sinistra nell’immediato dopoguerra o della morte di Enrico Berlinguer.
Sarebbero spuntati i carri armati e sarebbe probabilmente scoppiata una guerra civile.
Questo rischio fortunatamente oggi non sembra possibile. Ma esistono altri rischi. Come quello di finire fuori dalla comunità europea, che ci guarda da tempo con sospetto e non ne può più delle nostre terribili anomalie.
Matteo Renzi deve andarsene subito. Il Pd stabilirà poi cosa fare. Ma senza di lui. Perché da che mondo è mondo lo sconfitto non può gestire la sconfitta.
Perché gestire la sconfitta significa prende decisioni del futuro.
Perché le decisioni per il futuro non riguardano soltanto il Pd ma tutto il paese.
A cominciare dalla cosiddetta Legge di Bilancio.
Il ministro uscente, Padoan, ha già dichiarato alla vigilia del voto che ci penserà lui. Ma siamo veramente impazziti?! Come se l’amministratore di una società privata che ha dichiarato fallimento si candidasse a diventarne il curatore fallimentare.
Mi ripeto fino alla nausea: Matteo Renzi non se ne vuole andare e siamo noi che dobbiamo mandarlo via prima che sia troppo tardi.
Ne riparleremo lunedì. Ma non c’è tempo da perdere.

via Globalist