di Giuseppe Masala

A dimostrazione del fatto che l’elefante che sta distruggendo la cristalleria in materia di commercio internazionale è la Germania.

La Cina ha ridotto dal picco del 2006, quando il suo pil fu per oltre il 35% frutto di esportazioni, fino al 19,6% dell’anno scorso. Evidentemente stanno rivolgendo la produzione al consumo interno rendendosi conto che esportare troppo alla lunga significa colonizzare ed è foriero di guerre perché nessuno può accettarlo alla lunga.

Lo capiscono tutti, tranne al solito la Germania che a tutt’oggi ha il 47% del Pil frutto di esportazioni. E non ci vogliono stare a riequilibrare, fanno le vittime.

Lo capisco, riequilibrare significa per loro rischiare una potentissima recessione con milioni di disoccupati e fallimenti a catena (anche di banche, ovviamente).

E vedrete, siccome si arriverà ad un riequilibrio o con le buone o con le cattive a quel punto saranno loro a lasciare l’Euro perché non più utile al loro scopo (tenere artificialmente svalutato/diluito il Marco….si, il Marco, perché se eviti di creare un sistema tributario, di bilancio, e di tutele del lavoro e di welfare in comune con i tuoi soci ti stai in realtà tenendo il Marco sotto mentite spoglie e guadagnando solo dalla svalutazione artificiale).

Ovviamente di fronte ad una tale evidenza meglio buttarla sul rosè… sul Trump cattivo e retrogrado che non vuole le frontiere aperte.

via L’Antidiplomatico