Sembra proprio che per certa sinistra tutto ciò che è successo e succede nel Mondo e nell’Europa, dominati dalla finanza globalizzata, non esista o non abbia insegnato niente.

La realtà è che il sistema bancario nel suo complesso e quello delle Banche Centrali nello specifico, hanno assunto un ruolo di primo piano nei disastri causati dalla finanziarizzazione. Disastri economici, sociali e democratici.

Le banche hanno acquisito un predominio totalizzante in un processo di privatizzazione dell’economia e dello stesso strumento monetario e di messa in mora delle sedi di decisione democratica. E le Banche centrali non sono più, se mai lo sono state, garanti di valori istituzionali. Al contrario, assumono la funzione di imposizione dei rapporti di forza dominanti e degli interessi sempre più incontrollati e incontrollabili della finanza globale.

L’Italia per altro si avviò tra i primi su questa strada, sancendo un divorzio tra Banca centrale e Tesoro, che ebbe come immediata conseguenza una crescita esponenziale del debito pubblico per la sua messa a mercato. Da allora si insegue in modo dissennato e distruttivo la riduzione della spesa, invece che il contrasto alle rendite finanziarie con il risultato di avere un Paese stremato da trenta anni di avanzi primari, cioè di incassi superiori alle spese, mentre il debito cresce.

Un debito per altro sempre più privato che viene scaricato sul pubblicoCome non vedere che questo è ciò che è accaduto in Europa in questi anni. Con la assoluta connivenza della BCE, che ha emesso montagne di denaro per favorire banche e interessi privati e forti, strangolando Stati come la Grecia e cittadini, arrivando a far parte impropriamente rispetto al proprio statuto, della stessa Troika e della imposizione dei memoranda.

Naturalmente questi anni sono pieni di mancati controlli, di favoritismi, di episodi di mala gestione, in Italia e in tutta Europa e nel Mondo. Ma il punto vero è che è il Sistema che funziona così. È la finanza, bellezza! E di questo Sistema, la sedicente indipendenza delle Banche Centrali è un caposaldo.

Esse ormai sono holding di strutture private che, da sole, o nel consesso BCE, funzionano sostanzialmente in modo offshore. Il problema è quindi il Sistema edificato in questi anni. Ridemocratizzare il sistema bancario, quello finanziario e la moneta, con riforme radicali che liberino economia e cittadini dal dominio della finanziarizzazione è la Questione. Ma fino a quando ci sarà chi pensa ancora che ci siano i “salotti buoni” faremo poca strada. Troviamo finalmente il coraggio di rovesciare i preziosi tappeti di questi salotti e vedremo quanto sudiciume nascondono.

Il sudiciume è il sistema finanziario che è diventato quanto di più contro l’umanità si possa immaginare. Un sistema che letteralmente scommette contro la vita. In questo salotto la cosiddetta indipendenza delle banche centrali è precisamente il tappeto che copre la “monnezza”.

Ma i salotti buoni hanno anche dei padroni di casa. Essi sono gli uomini della finanza, i signori del Tina (there is not alternative), i giocolieri delle sliding doors che passano da un salotto all’altro, dalla finanza, alle istituzioni,  ma restando sempre padroni di casa.

Allora occorre rovesciare i tappeti, pulire la casa ma anche tornare a poterla abitare come cittadine e cittadini.Quante cose abbiamo proposto in questi anni come movimenti e anche come campagna contro l’indipendenza della BCE. Riconsegnare banche e economia al pubblico e alla democrazia. Sottrarre i beni comuni alle privatizzazioni e alla finanziarizzazione. Impedire le “scommesse” finanziarie. Colpire e proibire la finanza speculativa. Impedire le transizioni a tempo praticamente zero. Separare banche di risparmio e banche d’affari.  Ridimensionare il ciclo finanziario nel suo complesso, visto che oggi è strabordante rispetto alla cosiddetta economia reale. Basta con l’austerità e invece rivedere radicalmente i debiti creati da questo sistema ingiusto.

Arrticolo di Roberto Musacchio e Riccardo Petrella

Fonte: https://cambiailmondo.org/2017/10/20/i-salotti-buoni-con-lo-sporco-sotto-il-tappeto/