Ma cosa cazzo è la “generazione Erasmus”?

Fino a ieri prendevate il biberon col Plasmon guardando Goku, i Pokemon e Mila&Shiro e oggi vi arrogate il titolo di “conoscitori supremi della realtà assoluta e del mondo tutto” perché, dopo essere andati in una specie di vacanza studio a bere e, se va bene, a tradire i rispettivi fidanzati/e rimasti a casa, vi sentite improvvisamente più saggi e vissuti dei Sette Savi greci e partecipi della vita politica di un paese di cui fondamentalmente rinnegate tutto in favore della mobbbilità globbbale.

Ma cosa siete? Illuminati dalla luce divina come nemmeno San Paolo sulla Via di Damasco?

Fatemi capire: dopo che dei baldi pischelli hanno fatto fiesta loca per qualche mese della loro brillantissima carriera universitaria sui litorali di tutta Europa, in interrail nella Foresta Nera, a conoscere un sacco bbbene e molto a fondo l’interiorità (sì, proprio quella) della varietà multietnica della specie umana europea, tutta la nostra infelice generazione di disoccupati o, in alternativa, di occupati sottoprezzo deve essere chiamata “generazione Erasmus”?!?!?

Per fortuna ci sono loro, che sentono il dovere morale di caricarsi sulle spalle tuuutta l’immane sofferenza del non essere troppo globalizzati, dell’impellente bisogno insoddisfatto di Pan-Europa e Pan di Stelle e di non avere ancora inserito come step obbligatorio pre-laurea quell’espediente altamente risolutivo per le politiche del lavoro e dell’economia… l’Erasmus ovviamente!

Eresie a cui dover porre rimedio al più presto.

Io penso che non siano i vecchi ad essere ottusi e arretrati perché non sanno usare abilmente uno smartphone o un pc, ma che siano i giovani ad essere dei rincoglioniti… Esatto.
Più che utopisti direi ingenui e incoscienti autolesionisti. Le rane nella pentola sul fuoco, che sguazzano finché nemmeno si accorgeranno del bollore sotto le chiappe.

La devastazione economica derivante dalle politiche europee di cui tanto amano fregiarsi è essa stessa il motivo per cui saltar fuori dalla pentola che bolle. Ma chissenefrega, alla fin fine a suon di Mojito si può anche rimanere nella sauna.

Intanto loro sono la generazione che sogna. Sogna l’Europa Unita, il Regno Unito di nuovo in UE, i no-borders (mentre tutti i leader ovviamente per fare gli interessi nazionali si trovano a rinforzarli: vedere Macron, non proprio un esempio di antieuropa), la generazione che sogna i giovani come delle trottole sbattute a destra e a sinistra, da una parte all’altra del globo, a quali condizioni non importa.

Basta che ci si diverte. Ci si diverte un sacco.

Detto questo, ripeto: la “generazione Erasmus” cosa cazzo è? Chi siete?
Cosa avete fatto nella vostra grandiosa vita per venirci a dare lezioni di politica-economia-sognologia-paneuropeista-antifassssista?

Finitela di parlare a nome di tutti i vostri coetanei, siete solo degli ingenui pagliacci col ciuccio ancora in bocca.

Caterina Betti (Economia Democratica)