Prima di entrare nel cuore dell’articolo, si rendono necessarie alcune nozioni-base di economia spiegate alla massaia di Vigevano:

a) lo Stato fa pareggio di bilancio quando tassa (e incamera) tutto quello che ha speso, lasciando ZERO ricchezza alla collettività;

b) si ha invece avanzo primario quando le entrate dello Stato sono superiori alle uscite, generando in tal modo un massacro della collettività. Il calcolo è svolto al netto degli interessi passivi sul debito pubblico. In pratica è la differenza tra entrate ed uscite dello Stato (con un risultato che vede prevalere le prime),   senza calcolare gli interessi sul debito! 

c) lo Stato spende a deficit quando la sua spesa è superiore alle sue entrate, quindi quando decide di tassare (e incamerare) meno di quanto ha speso, lasciando la residua fetta di ricchezza alla collettività;

d) uno Stato privo di sovranità monetaria (i 19 Paesi che adottano l’euro), non potendo più creare moneta dal nulla (peculiarità riservata solo alla BCE), per reperire la moneta ha tre possibilità: 1) andandola a chiedere in prestito ai mercati dei capitali privati (es. banche private) attraverso il collocamento sul mercato primario dei Titoli di Stato (che poi costituiscono il famigerato debito pubblico). Il mercato decide quindi i tassi di interesse a seconda della sostenibilità dei conti pubblici dello Stato “richiedente”! Più i conti saranno in ordine (indipendentemente dalle condizioni socio-economiche in cui versa la collettività) e più gli interessi saranno bassi; più lo Stato spenderà a deficit (aiutando la collettività) e più gli interessi saranno alti; 2) andandola ad estorcere a cittadini e imprese attraverso l’aumento delle tasse, l’inasprimento dei sistemi di accertamento fiscale e i tagli selvaggi alle voci di spesa pubblica più sensibili (sanità, pensioni, sicurezza, istruzione, giustizia etc);  3) favorendo l’ingresso di capitali esteri attraverso gli investimenti stranieri e le esportazioni. Nel primo caso, chi investe non vuole tra i piedi i così detti “irritanti commerciali” (i diritti dei lavoratori), altrimenti trova conveniente investire altrove. Nel secondo caso, ciò quello delle esportazioni, il discorso è invece più articolato: l’euro è un accordo di cambi fissi, quindi, per poter essere competitivi, non potendo più scaricare il peso della competitività sulla moneta, lo si scarica sul lavoro attraverso la riduzione dei salari e la contrazione delle garanzie contrattuali e di legge in favore del lavoratore (riforma Fornero e Jobs Act questo sono);

e) la BCE (Banca Centrale Europea), addirittura per suo statuto, non funge da prestatrice illimitata di ultima istanza, cioè non garantisce i debiti pubblici di nessuno degli Stati dell’Eurozona. Il Quantitative Easing di Draghi sta provvedendo ad acquistare Titoli di Stato sul mercato secondario (cioè quelli già in circolazione) e non quelli sul mercato primario (cioè battuti mensilmente dal Tesoro). Ciò detto, nei Paesi dell’area-euro la funzione di prestatrice di ultima istanza è purtroppo esercitata da cittadini e imprese!

Tenete a mente queste cinque nozioni perché torneranno utili più avanti. 

***

Fatta questa doverosa e non breve premessa, senza la quale sarebbe impossibile per i non addetti ai lavori comprendere il contenuto di questo articolo, entriamo ora nel vivo.

L’Italia, come ormai tutti dovrebbero sapere, con la sottoscrizione del Fiscal Compact (marzo 2012) e la costituzionalizzazione del vincolo del pareggio di bilancio (aprile 2012), si è obbligata a fare (inizialmente dal 2014, ora dal 2019) pareggio di bilancio, castrandosi per i decenni a venire di qualsiasi politica economica che miri a creare occupazione e benessere!

E fin qui, vista l’incessante attività divulgativa degli ultimi anni, nulla di nuovo.

Ma attenzione! Forse non tutti sanno che l’Italia, a partire dal 1991 in avanti, non è affatto vero che spende a deficit! Forse è vero tecnicamente, ma non nella sostanza!

Come sarebbe a dire, direbbe un qualsiasi cittadino?! Ma è proprio così. Anzi, vi dirò di più: non fa neppure pareggio di bilancio! Fa AVANZO PRIMARIO! Cioè incassa di più di quello che spende, massacrando cittadini e imprese! Ma allora, si chiederebbe chiunque, perché in televisione e sui giornaloni si sente e si legge che spendiamo ogni anno a deficit? La risposta è semplice: sono gli interessi passivi sul debito, quindi non è spesa lasciata in ricchezza alla collettività: è solo per effetto degli interessi che una situazione di avanzo primario si trasforma in deficit!

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Per cui, quando in TV sentite che quest’anno l’Europa ci “concede” di spendere entro il 2,1% nel rapporto deficit/PIL, vuol dire che quella spesa a deficit del 2,1% sul PIL (che sarebbe ricchezza per  la collettività) altro non è che un deficit avutosi per effetto degli interessi passivi sul debito pubblico, e che in realtà la spesa dello Stato è (al netto degli interessi sul debito) addirittura inferiore alle entrate, determinando un massacro sociale degno dei più criminali eserciti d’occupazione!

Alla luce di quanto sopra, immaginate cosa accadrà al nostro Paese ora che – a partire dal 2019 – dovremo fare pareggio di bilancio: in pratica saremo costretti, considerati gli interessi passivi sul debito pubblico, a fare tutti gli anni un consistente AVANZO PRIMARIO, ben superiori di quelli collezionati negli ultimi decenni. Ciò vorrà dire vero e proprio massacro sociale, ben più pesante di quanto accade ormai da diversi anni…

Ma non aspetteremo neppure il 2019… già a partire dal prossimo anno, secondo quanto previsto dall’ultimo DEF, l’Europa ci ha “concesso” per il 2018 un rapporto deficit/PIL entro l’1,2%! Capirete che, alla luce delle argomentazioni fin qui esposte, se non è tirannia è quantomeno sottomissione coloniale!

Tuttavia, qualcuno potrebbe giustamente osservare che, prima o poi, entro il marzo 2018 dovremo per forza andare a votare per scadenza costituzionale della Legislatura. Vero! Ma non è detto: la nostra Costituzione prevede che la durata di ciascuna Camera non possa superare i cinque anni, salvo proroga ma soltanto in caso di guerra. Visti i recenti sviluppi internazionali, non è detto che ciò non possa verificarsi, con conseguente sopravvivenza di questa Legislatura costituitasi in grave alterazione del principio di rappresentatività democratica (Cass. sentenza n. 8878/2014).  E, in ogni caso, con la “copertura di continuità” offerta all’Europa dal Governo Gentiloni in questi mesi, i burocrati di Bruxelles e Francoforte si sono garantiti impegni importati (e forcaioli) da parte del nostro Paese.

Ma rallegratevi… ce lo chiede l’Europa!

Avv. Giuseppe PALMA

Dal Blog La Costituzione