Intervista a Paolo Becchi su Intelligonews, 18/04/2017


Elezioni anticipate a sorpresa in Gran Bretagna l’8 giugno: le ha annunciate oggi la premier Theresa May in un inatteso discorso alla nazione dinanzi al numero 10 di Downing Street, dopo averle ripetutamente escluse nei mesi scorsi. Come riporta puntualmente l’Ansa, May può contare secondo i sondaggi sul netto vantaggio del suo Partito Conservatore rispetto all’opposizione laburista in grado sulla carta di rafforzarla nel cammino verso la Brexit. Gli inglesi torneranno dunque alle urne praticamente un anno dopo il voto su Brexit, che risale allo scorso 23 giugno. Ma come va letta questa decisione non attesa? IntelligoNews lo ha chiesto al professor Paolo Becchi
Come commenta questo annuncio, se lo aspettava? Da un lato i sondaggi dicono che May ha 20 punti di vantaggio sui laburisti, dall’altro comunque rischia.
“Io direi questo: tutti i Paesi fanno le elezioni mentre noi siamo bloccati senza neanche una legge elettorale. In tutta Europa vanno alle urne, o sono scadenze elettorali o per fare, come in questo caso, chiarezza. E noi non avremmo bisogno di fare chiarezza in questo Paese? Ce ne rendiamo conto? Hanno aspettato la decisione della Corte Costituzionale sulla legge elettorale e poi da allora non ne hanno più parlato! Aspettano il Pd…”.
Non è dunque sorpreso?
“A me non sorprende quanto successo in Gran Bretagna. Si è fatta chiarezza con il referendum, adesso si fa con i partiti. Una volta che si è fatto questo si va avanti. Questa è la democrazia”.
Ci stupiamo perché non siamo più abituati alla normalità, è questo che mi sta dicendo?
“Esattamente. La normalità è la loro, siamo noi ad essere anormali. Noi abbiamo fatto un referendum, Renzi ha perso e anche noi dovevamo andare alle elezioni. Invece hanno fatto un cambiamento del tutto formale, nell’attesa che si faccia un Congresso. Cosa aspettiamo, le calende greche? Ma greche davvero, nel senso che il nostro futuro da un punto di vista economico ormai è la Grecia. Vedrà che alla fine Renzi anticiperà le elezioni a dicembre solo per paura di fare la Finanziaria. Alle condizioni in cui siamo l’Europa ci ammazzerà. Se non usciamo dall’euro il prima possibile faremo una fine peggiore di quella della Grecia”.
Spostandoci in Francia, dall’ultimo sondaggio il Paese sembra spaccato in quattro. Tanti sono i candidati in lizza per il secondo turno. Come andrà a finire?
“La Francia è spaccata in due, il ballottaggio farà sì che Le Pen sia da sola contro tutti gli altri. Alla fine forse perderà, ma la Francia resterà comunque spezzata esattamente in due. Ma almeno loro hanno la possibilità di votare (ride, ndr), a noi non viene data neanche più questa possibilità”.
Tratto dal Blog di Paolo Becchi