Londra. A genitori cristiani vietato adottare figli. Alle coppie pedofile vengono dati senza problemi. Ecco i risultati.

(MB. Ormai questo tipo di notizie sono troppo numerose per parlare di rari  incidenti: coppie gay approfittano  delle leggi che consentono loro l’adozione di bambini per scopi ripugnanti, o mostrano una totale insensibilità  “materna” verso i loro bisogni (“Si è scolata mezzo litro di latte, vuole solo ciuccio e attenzione”, così il 31 enne ha sbattuta la bimba adottata sulla parete spaccandole il cranio), o mostrano un livello morale abietto, hanno comunque comportamenti distorti, spietati e malati, com’è logico: sono “contro natura” nel più evidente e pacchiano senso della parola.)

Invertiti sfruttano “loro” figlio adottivo in rete pedoporno

Dai media:

“Mark J. Newton e il suo compagno Peter Truong, due esperti informatici, facevano parte di quell’anello pedopornografico definito Boy Lovers Network, una rete internazionale di pedofili.

La coppia in prima istanza aveva prima cercato una madre surrogata negli Stati Uniti, senza riuscirci, poi avevano deciso di rivolgersi a una donna russa che aveva accettato, dietro pagamento di 8000 dollari, di prestare l’utero per poter mettere al mondo il “loro” bambino. Il padre biologico del piccolo Adam è Mark Newton, mentre Peter Truong era considerato il padre adottivo. Il neonato è stato consegnato alla coppia solo cinque giorni dopo il parto, nel 2005.

I due cari papà con il bambino adottato per “usarlo”.

Una volta rientrata negli USA la coppia ha riempito le reti televisive con le loro interviste in cui raccontavano la storia di come erano riusciti, attraverso la rete, a trovare la madre surrogata che aveva permesso loro di coronare il sogno di diventare papà.

Il bambino aveva solo 22 mesi quando venne abusato dai ‘genitori’ per la prima volta. Da quel momento in poi gli abusi si sono susseguiti e quello che accadeva in quella ‘famiglia’ sui generis veniva videoregistrato e immesso nella rete del circolo pedopornografico.

In un momento successivo il bambino è stato anche messo a disposizione di altri membri dello stesso circolo di pedofili in Australia, Francia, Germania e negli Stati Uniti.

Il primo arresto di Newton e Truong è avvenuto nell’estate del 2011 dopo che la polizia australiana aveva scoperto del materiale pedopornografico che ritraeva la coppia con il bambino, materiale che era stato trovato in possesso di cultori australiani dello specifico orientamento sessuale.

All’inizio i due avevano affermato che il loro arresto era legato solo al fatto di essere una coppia gay, affermazione prontamente smentita dall’ispettore Jon Rouse che dirigeva la task force antipedofilia Argos, il quale ha dichiarato all’emittente Seven News: “Se si fa del male a un bambino, non mi interessa il genere di chi compie l’azione. Il nostro interesse è il bambino e non la vostra preferenza sessuale”.

Mark Newton è stato condannato a 40 anni di carcere per abusi sessuali commessi su un bambino russo adottato, mentre il suo compagno Peter Truong è stato condannato a 30 anni di reclusione, sempre negli Stati Uniti.

“Essere padre è stato un onore e un privilegio che ha scandito i migliori sei anni della mia vita”, ha affermato Newton poco prima della lettura della sentenza che lo condannava.

http://www.notizieprovita.it/notizie-dal-mondo/pedofilia-che-non-fa-notizia-se-non-coinvolge-i-preti/

Due gay e due lesbiche si contendono per sei anni due bambine. Giudice: «Il caso più brutale al quale abbia mai assistito»

“L’infanzia di due bambine di 9 e 13 anni è stata «irrimediabilmente rovinata» dalla follia di quattro adulti nel caso più «teso e brutale» al quale il giudice inglese Justice Cobb abbia mai assistito. Così si è espresso lo stesso Cobb, chiamato a decidere della potestà di due bambine contesa da sei anni da una coppia di gay e una di lesbiche (le cui generalità sono tenute segrete anche alla stampa britannica). [la  loro privacy prima di tutto]

IL CASO. Gli uomini avevano deciso di donare alle donne il proprio sperma per permettere loro di avere figli. Ne sono nate le due bambine in questione, figlie geneticamente di uno dei due uomini e di una delle due donne. La causa è cominciata quando i due uomini hanno rivendicato il diritto di essere presenti nella vita delle due minori ma le madri gliel’hanno negato. Per il processo le due coppie hanno speso in avvocati mezzo milione di sterline e coinvolto una sfilza di giudici che hanno emesso più di 30 ordinanze.

VITE DISTRUTTE. Il giudice dell’Alta corte ha stabilito definitivamente che gli uomini hanno diritto a vedere la bambina più piccola in poche occasioni, rigidamente stabilite, mentre possono solamente scrivere alla più grande. La lunga causa ha avuto «un effetto distruttivo sulle parti», scrive il magistrato nella sentenza. La madre genetica entra ed esce da anni da una clinica psichiatrica, è diventata in tutto dipendente dalla «partner», che nei suoi confronti è però diventata «indifferente e spietata».
Le donne inoltre, affermano gli assistenti sociali che seguiranno l’educazione delle bambine, hanno separato le figlie dal mondo, costruendo «un alto muro» per escludere chiunque non la pensi come loro”.

Invertito-moglie uccide bimba adottata (18 mesi)

“E’ Satana, VUOLE SOLO CIUCCIO E ATTENZIONE. Una vera diva. S’è appena scolata mezzo litro di latte….”. È questa la motivazione-choc che Matthew Scully-Hicks dietro l’omicidio della piccola Elsie, adottata insieme al “marito” e morta ad appena 18 mesi.

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Lo scorso maggio racconta il Corriere,

(http://www.corriere.it/esteri/17_novembre_07/padre-gay-uccide-figlia-adotti
va-gb-condannato-638d0548-c39c-11e7-8679-22cd098c4574.shtml>)

il 31enne ex istruttore di educazione fisica del Galles ha preso la bimba e l’ha sbattuta più volte contro la parete, fratturandole diverse parti del corpo e il cranio. Poi l’ha lasciata – agonizzante – per quattro giorni prima di portarla in ospedale. Ospedale dover per altro era già stata portata almeno altre quattro volte in passato per fratture e abrasioni. In quelle occasioni, però, i medici avevano creduto alle bugie raccontate dal genitore. E nemmeno i servizi sociali avevano mai sospettato degli abusi, al punto che solo due settimane prima che la bambina morisse avevano approvato l’adozione definitiva per la coppia gay (che ha adottato anche un altro bambino).

Il “mammo” e la bambina che ha adottato e massacrato.

Il “mammo” e la bambina che ha adottato e massacrato.

“La bimba era vulnerabile e senza difese”, ha ricostruito in aula il pm Paul Lewis Qc, spiegando che la piccola è morta a causa delle “ferite catastrofiche” inferte dal papà adottivo. Scully-Hicks ha negato l’omicidio, ma i vicini di casa lo hanno sentito urlare parolacce nei confronti della figlia e in alcuni sms inviati al marito la definiva “Satana vestito da bambina”: “Si è appena scolata mezza bottiglia di latte e ora strilla che ne vuole ancora”, scriveva Matthew al partner, “Si sveglia ogni notte ad intervalli regolari, vuole soltanto il ciuccio e attenzione, è una vera e propria diva”.

Scully-Hicks è stato condannato oggi all’ergastolo con almeno 18 anni di carcere da scontare.

Inghilterra: a coppie di coniugi che si professano cristiani interdetti l’adozione e l’affido di minori, 

Da La Nuova Bussola Quotidiana 11 marzo 2011.

L’Alta Corte di Giustizia d’Inghilterra e Galles ha emesso una sentenza in base alla quale a una coppia di coniugi cristiani, appartenente alla comunità pentecostale, è stato confermato il divieto di affidamento di bambini. Ciò, a causa dei loro principi morali in materia di educazione sessuale e omosessualità. L’Alta Corte ha di fatto stabilito che i principi morali basati sulla fede dei coniugi sono «ostili» per l’educazione dei bambini. I coniugi, Owen e Eunice Johns, in particolare, avrebbero espresso – secondo quanto stabilito dalla Royal Courts of Justice – opinioni contrarie all’omosessualità, violando per questo il rispetto dell’«Equality Act» 2010 (la legge che punisce discriminazioni sulla base del sesso) che condensa una serie di normative che tutelano i diritti degli omosessuali. La legislazione in materia, risalente al 1965, si era infatti notevolmente arricchita nel tempo anche in attuazione di alcune direttive europee. I coniugi – che nel passato avevano già ricevuto in affidamento una quindicina di minori – si erano appellati all’Alta Corte contro un provvedimento del municipio di residenza (Derby), con il quale era stata bloccata la loro richiesta di accogliere e assistere per brevi periodi nella propria abitazione anche bambini e bambine al di sotto dei dieci anni di età, senza famiglia naturale o con problemi psichici, in quanto si erano rifiutati di aderire all’Equality Act.

‘Equality Act vieta qualsiasi discriminazione nei confronti delle coppie omosessuali e prevede, fra l’altro, anche la possibilità, per queste, di adottare bambini. In pratica, le agenzie britanniche di adozioni che ricevono finanziamenti pubblici, non possono fare differenza sulla base degli orientamenti sessuali delle persone che chiedono di poter avere cura dei bambini, ma questo ha implicato per diverse strutture cattoliche la chiusura delle attività. […]

I coniugi hanno sottolineato che la propria fede cristiana non ha comportato alcuna discriminazione.”

MB: No, sono i giudici che stanno facendo una discriminazione odiosa – dovrebbe essere vietato per leggere escludere una famiglia da un qualunque diritto per il tipo di religione che professano. Generalmente, i giudici non vanno a sindacare sulla religione – anzi, recentemente hanno dato in affido una bambina cristiana ad una coppia musulmana, proprio esponendo questo motivo per la loro decisione. E’ vietatissimo discriminare in base agli “orientamenti sessuali” dei genitori adottivi; come mai invece dei magistrati possono e devono discriminare in base agli “orientamenti religiosi” di una coppia? Anzi: come vediamo, lo fanno solo se questi hanno “orientamenti” cristiani. E corrono il rischio di educare bambini a valori cristiani, invece che omo-pedo-porno, o come musulmani.

Perché solo in quel caso possono sindacare quale religione professano, ficcando il naso nelle coscienze e nella loro libertà di coscienza? Non è all’opera evidentemente un esecrabile e abietto “pre-giudizio”? Non dovrebbe essere odioso giudicare in base a “pre-giudizi”? E’ evidente qui il pregiudizio: ciò che è “cristiano”, per definizione, è male ed esclude dalla società? E’ la conseguenza speculare della “liberazione” omosessuale: loro non hanno da essere discriminati, ma i cristiani devono esserlo.

Chi non riconosce che viviamo sotto una dittatura occidentale, un totalitarismo LGBT, non ha capito nulla. Come ogni totalitarismo, anche questo ha le sue vittime. Bambini adottati.

Nel caso di cristiani, invece, il pregiudizio odioso della discriminazione per motivi religiosi si può praticare senza nessun timore di violare una regola. Perché il politicamente corretto (diventato legislazione) che punisce chi osa chiamare “anormali” gli invertiti, approva l’emarginazione dei normali, con idee e fedi normali.

 

di Maurizio Blondet

Fonte:maurizioblondet.it