Qualche giorno fa, il debito derivante dalle carte di credito negli Stati Uniti ha toccato un nuovo record, superando il precedente registrato poco prima dell’inizio della crisi Lehman Brothers, come riportato da Business Insider. E assieme al debito stanno crescendo anche le insolvenze; “stranamente”, se si considera che il tasso di disoccupazione è al minimo storico, ma coerentemente col fatto che la crescita del credito è andata ben oltre l’anemica crescita dei salari da lavoro, in una ripresa chiaramente guidata dal debito e non dai salari. L’arrivo della prossima stretta del credito o lo scoppio della prossima bolla troverà quindi gli USA con un’economia che, lungi dall’essere in boom come dicono le statistiche ufficiali, è già ampiamente sotto stress.

di Akin Odeyele, 08/08/2017

A giugno, il debito da carta di credito negli Stati Uniti è salito, superando il picco raggiunto prima della crisi finanziaria del 2008.

Il credito revolving, o rotativo, da rimborsare, che include il debito da carte di credito, è salito a 1,02 bilioni di dollari nel mese di giugno, secondo un rapporto mensile della Federal Reserve rilasciato lunedì

I mancati pagamenti del debito sono diminuiti dall’epoca della recessione, quando diverse case sono state pignorate perché i loro proprietari avevano ottenuto prestiti per i quali non sarebbero stati qualificati con regole più severe.

Ma le insolvenze stanno aumentando di nuovo per carte di credito e prestiti auto. La Federal Reserve di New York ha osservato un aumento del 7,5% della quota dei saldi di carte di credito seriamente inadempienti, ovvero con debiti non pagati da almeno 90 giorni, nel primo trimestre.

Semplicemente non possiamo continuare a sottoscrivere debiti da carte di credito per sempre, senza causare grossi problemi“, ha detto Matt Schulz, analista senior di CreditCards.com. “E’ probabile che il record attuale non sarà un serio punto di non ritorno, ma probabilmente questo non è troppo lontano dal presentarsi“.

Credito revolving al consumo da rimborsare (in miliardi di dollari)

Oltre alla Fed di New York, molti fornitori di carte di credito stanno riferendo un aumento delle insolvenze. Synchrony Financial, uno dei maggiori fornitori delle carte fedeltà, ha dichiarato che i propri accantonamenti per le perdite sui prestiti – quelli che vengono usati per coprirsi dai pagamenti mancati – sono saliti del 30% anno su anno, a 1,33 miliardi di dollari nel secondo trimestre. Questo in parte perché ha prestato più dollari.

Ad American Express, gli accantonamenti per le perdite sui prestiti sono aumentati del 26% rispetto allo scorso anno. E Capital One ha dichiarato che il suo tasso di storno, o la percentuale di saldi che non è stata in grado di recuperare, è salito al 5,1% nel secondo trimestre, dal 4,07% dell’anno precedente.

È preoccupante che si stiano cominciando a vedere tassi di insolvenza che iniziano ora a crescere, pure con il tasso di disoccupazione al minimo del ciclo“, ha detto martedì in una nota David Rosenberg, il principale economista di Gluskin Sheff.

Ciò mi dice che stiamo vedendo un crescente stress del credito che ha poco a che spartire con un’economia soltanto indebolita – prova che ancora una volta, in questo ciclo sono stati estesi prestiti molto rischiosi a mutuatari marginali se non sospetti“.

Rosenberg ha dichiarato che la crescita del credito è andata ben oltre la crescita dei salari da lavoro. E se le banche stringono i loro standard per i prestiti, ciò potrebbe ridurre il contributo che i consumi danno alla crescita economica.

Questo record dovrebbe servire da sveglia per gli americani, perché si concentrino sui loro debiti da carta di credito“, ha detto Schulz.

via Voci dall’Estero