Anni ’90.

Ogni estate, puntuale, si scendeva nella bellissima Sicilia a trovare i nonni.

Viaggio in macchina lunghissimo, si arrivava sudati e desiderosi di una doccia rinfrescante ma le mafie ne gestivano l’erogazione.

Di acqua ne usciva pochissima.

Anno 2017.

L’acqua passa di mano dalle mafie alle società private, fregandosene dei risultati del referendum e del fatto che sia un bene primario, anzi, IL bene primario.

Di acqua ne esce pochissima.

Mi sorge il dubbio che tra mafia e SRL o SPA non ci sia molta differenza.

Sarà colpa della siccità?

Eppure le captazioni da cui queste società lucrano continuano ad esserci.
Eppure le depurazioni non vengono effettuate e quasi tutti sono costretti a comprare acqua in bottiglia da altre società private.
Eppure le bollette per servizi inesistenti continuano ad arrivare.

Ci stanno togliendo l’acqua. L’acqua.

Ma quando ci ribelliamo?

Fabrizio Virga

via Economia Democratica